Bibite

Fornitura Bibite

La categoria delle bibite raggruppa tutte quelle bevande che non contengo alcool o, eventualmente, che la presenza di alcool non superi l’1% del volume.

Sono composte di acqua con l’aggiunta o meno di anidride carbonica (per le bibite gassate) e di una o più componenti come:

  • zuccheri (o dolcificanti);
  • sostanze aromatizzanti
  • sostanze di origine vegetale (quali infusi, estratti o succhi di frutta, estratti di piante commestibili, amaricanti o aromatizzanti)
  • elementi arricchenti di varia natura (vitamine, sali minerali, sostanze energizzanti e stimolanti come caffeina, taurina, guaranà, ecc.)

Bibite Gassate

Sono quelle bibite dove viene aggiunta anidride carbonica e si dividono e in diverse tipologie:

Cole – la bibita americana per eccellenza, il prodotto più conosciuto e pubblicizzato al mondo “Coca-Cola” è identificativo delle bibite tipo cola. Ogni produttore ha la sua formula che conferisce alla stessa bibite un gusto unico e specifico. Composta da acqua, zuccheri, anidride carbonica, caramello o coloranti (per dare il classico colore scuro), sostanze acidificanti e conservanti, caffeina, “aromi naturali” e estratti di cola (pianta tropicale il cui frutto ha un’azione stimolante). Possono essere aggiunte a questi altri aromi per dare variante di gusto, come per esempio le cole al limone.

Chinotto – sebbene similare alla cola come colore, si differenzia da essa per il gusto amarognolo dato dal estratto del frutto utilizzato per produrre questa tipologia di bibita. Il frutto “Citrus x Myrtifolia” è esteticamente simile a una piccola arancia, ma è un agrume piuttosto acido e amaro, coltivato in Liguria nella riviera di Ponente.

Cedrata – prodotta sempre dall’essenza di un agrume: il cedro, una specie di limone grande con una buccia molto spessa. Il suo classico colore giallo intenso è dato dalla presenza di coloranti specifici.

Aranciate /Limonate – si differenziano dalle altre bibite contenenti limone o arancia per alto contenuto di succo della frutta. Le aranciate sono tra le bibite più richieste e ci sono diverse varianti bionde, rossa, amara, e di struttura più o meno fibrosa e ricca di cellule d’arancia.

Gassosa – la sua ricetta prevedere semplicemente acqua, zucchero, anidride carbonica ed essenze di limone, con possibile aggiunta d’acidificanti, ma non di sostanze coloranti.  Il termine gassosa viene utilizzato communente per definire le bibite gassate, ma legalmente la gassosa è una bibita al limone.

Spume – rappresentano delle bibite gassate a base di zucchero, acido citrico e aromi vari.

Acque toniche – acqua, anidride carbonica, zucchero, bicloridrato di chinino (sostanza amaricante) e altre essenze aromatiche che ne conferiscono il gusto dolceamaro caratteristico.

Aperitivi analcolici – commercializzati in bottigliette monodose, tendenzialmente amarognoli o erbacei. Tra le diverse tipologie bitter (amaro), crodino (arancia, agrumi, ecc.), gingerino (zenzero).

Acque toniche

Cosa c’è di più dissetante di un acqua tonica, con ghiaccio e fettina di limone?

Un’acqua tonica con ghiaccio e fettina di limone in una calda giornata estiva, semplice.

Con zucchero o senza, con aggiunta di botaniche o original, l’acqua tonica ormai da secoli accompagna la vita dell’uomo, intersecandosi, come spesso accade, con la storia della medicina.
Oggi è semplicemente una bibita rinvigorente, rinfrescante, dissetante, o parte fondamentale di delicati e ricercati cocktails; ma storicamente è sempre stata questa la sua funzione?

 

Johann Jacob Schweppe inventore ed imprenditore tedesco inventò l’acqua tonica, come prodotto ausiliare medico.
Sviluppò insieme alla moglie, una macchina che fosse in grado in scala industriale di aggiungere co2 all’acqua.
Con il meccanico Nicolas Paul ed il farmacista Henri- Albert Grosse, fondarono nel 1790 la fabbrica per la produzione di acqua tonica “Schweppes”.

Esistono molteplici varietà di queste bibite in commercio, dalla semplice Tonic Water, a tutte le altre che derivano da lei, ma hanno in aggiunta prodotti di origine naturale o botanici che ne caratterizzeranno la struttura e spesso il nome.

È questo il caso del chinino.

La designazione Indian Tonic Water infatti fu un’idea di Schweppes; aggiungendo ad acqua limonata barrette di chinino.
Pensate che questo prodotto medico, nel XVIII secolo veniva usato, dall’esercito britannico nelle colonie indiane ed africane per rallentare la profilassi della malaria.

Questo permise alla tonica di divenire la bevanda ufficiale dell’esercito britannico.

Guglielmo IV nel 1836 nominò la Schweppes con il Royal Warrant, massimo elogio di servizio per il Regno Unito.
Si dice che sia stata la stessa Compagnia delle Indie a consigliare la Regina Elisabetta I, nel miscelare la tonica contente il chinino al gin, per renderla più piacevole e usufruibile ai soldati.

Nacque così
il gin tonic.

Incredibile vero?

Chi potrebbe credere che siano gli Inglesi, ancora una volta, a mettere lo zampino in un prodotto che poi è diventato parte di un cocktail famoso? Se vogliamo spezzare una lancia a favore dei cugini oltre Manica, possiamo affermare, che nonostante il loro amore per l’alcol, le grandi variazioni sul tema, sono spesso avvenute per necessità commerciali e non per amore della bottiglia, che questo poi finisca sempre in bicchiere è un’altra storia.

Nella miscelazione, come abbiamo visto, sia per gusto, sia come funzione di struttura nel bicchiere, la Tonica nelle sue variazioni assume un ruolo centrale. Essendo usata sia come top al drink, sia come ingrediente per allungare la bevuta, scandendo così tempistiche di lavoro e scelte commerciali.

Nella Mixologist moderna, la Tonica ha cementificato la propria posizione commerciale a tal punto da divenire una colonna immancabile nella composizione dei menù, Sviluppando anche veri e propri piani di marketing ed abbinamenti internazionali.

Nel corso della sua storia La Tonica è passata, con merito, da medicina, a vero e proprio status-brand; ed è entrata ufficialmente nella classifica dei prodotti universali immancabili nel sellering della miscelazione e/o nella diretta consumazione, da amanti del refrigerio, al nostro tanto amato bancone.

Oggi ne possiamo trovare tante marche e tante varianti più o meno interessanti di queste bibite, ma la scelta la rimandiamo a quelle giornate estive, magari dopo una visita ad un museo, dove sarà la nostra sete a guidarci verso la migliore Tonica per il nostro palato…

Integratori

Gli integratori o” sport drink”, sono bibite contente sostanze destinati principalmente alla reidratazione dei sali minerali persi durante la pratica di attività sportive perché contengono sali minerali, vitamine e carboidrati.

Energy Drink

Bibita contenente sostanze stimolanti, principalmente glucosio, caffeina, taurina, guaranina e vitamine del gruppo B, destinata a fornire energia.

Bibite Piatte

Le bibite non addizionate di anidride carbonica, comprendono le bibite a base di frutta con percentuale di succo inferiore al 30 per cento, tè pronto, caffè freddo, bibite a base di latte vegetale.

Imballaggi

Le bibite gassate e non gassate sono confezionate in bottiglia di vetro, plastica, lattina o in altri recipienti a chiusura ermetica.
L’industria attenta alle tendenze di mercato investe nel vetro, vetro a rendere a materiali riciclabili. Alcune tipologie di bibite gassate e the sono disponibili anche in fusti: post-mix (prodotto concentrato e finito al momento dell’erogazione), pre-mix (prodotto è già finito e pronto all’erogazione).

Consumo e salute

Normalmente servite fredde, sono rinfrescanti e indicate per svariate occasioni di consumo, proprio per il fatto di non contenere alcool.

Nonostante ciò il mercato è in flessione a livello globale, si nota una forte diminuzione dei consumi di bibite gassate e dolci e una ricerca da parte del consumatore (sempre più informato e consapevole) di bibite con caratteristiche “funzionali” e senza zuccheri.
Intatti c’è sempre più impegno da parte dell’industria in ridurre l’apporto di zuccheri all’interno dei prodotti.

I prodotti con la dicitura “senza zuccheri aggiunti”, nonostante un basso apporto calorico non sono necessariamente “salutari” già che contengono dolcificanti, additivi, oppure saccarosio, fruttosio o glucosio. Ma come sarebbero difficili le nostre giornate afose senza una bella bollicina rinfrescante? Quelle Italiane poi…
Sembra strano per un paese come il nostro, ma l’Italia sul mercato delle bibite gassate è sempre stata all’avanguardia sia come innovazione che come qualità.
Non è un caso, per un paese ricco di acqua e materie prime eccezionali, tanto che il vero Chinotto è un prodotto italiano, tanto quanto l’aranciata (quella che sa di arancia, per capirci). Basti pensare a piccole produzioni territoriali come la spuma bionda per la Toscana, senza la quale la merenda non sarebbe la stessa, ed è per questo motivo che questa tipologia di bevande difficilmente può essere tolta dai nostri usi e costumi, come la pasta…